e disse: “Io voglio un poco stare teco“;
e parve a me ch’ella menasse seco
Dolore e Ira per sua compagnia. Dante Alighieri, Rime, LXXII (via dreamofcaffeine)
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reblogCon queste genti, e con altre con esse,
vid’ io Fiorenza in sì fatto riposo
che non avea cagione onde piangesse
Con queste genti vid’ io glorîoso
e giusto il popol suo, tanto che ‘l giglio
non era ad asta mai posto a ritroso
né per divisîon fatto vermiglio.
solo ne’ parvoletti; poi ciascuna
pria fugge che le guance sian coperte. Dante (Paradiso, Canto XXVII)
(Fonte: tickatocka)
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reblogTanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia, quand’ella altrui saluta,
ch’ogne lingua devèn, tremando, muta,
e li occhi no l’ardiscon di guardare.Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente d’umiltà vestuta,
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.Mostrasi…
reblogINFERNO - CANTO XXVI
Lo maggior corno de la fiamma antica
cominciò a crollarsi mormorando,
pur come quella cui vento affatica;indi la cima qua e là menando,
come fosse la lingua che parlasse,
gittò voce di fuori e disse: «Quandomi diparti’ da Circe, che sottrasse
me più d’un…
reblog“O Tosco che per la città del foco
vivo ten vai così parlando onesto,
piacciati di restare in questo loco.
La tua loquela ti fa manifesto
di quella nobil patrïa natio,
a la qual forse fui troppo molesto”.
Dante Alighieri, Inferno X



